FIGC

DELEGAZIONE REGIONALE CALCIO A 5 SARDEGNA

LEGA NAZIONALE DILETTANTI

Roberta Marongiu, il futsal è un vizio che fa bene

Dall’oratorio San Michele alla rappresentativa regionale. Il salto sembra lunghissimo eppure dietro c’è tanto lavoro e passione.

Roberta Marongiu è la  protagonista della nostra storia della settimana. Oggi in forze alla Mediterranea calcio a 5 nel ruolo di pivot dopo una lunga militanza nella storica società cagliaritana Janas e l’esperienza in Rappresentativa regionale al Torneo delle Regioni.

Una passione nata sette anni fa proprio per caso, nel popoloso quartiere di San Michele: “Una sera mi trovavo nell’oratorio a guardare una partitella di amici. A fine serata mi misi a giochicchiare con la palla e un signore, sconosciuto, dai modi gentili, si avvicinò incuriosito chiedendomi se praticassi questo sport e se mi sarebbe piaciuto iniziare perchè il figlio (Marcello, ndr) allenava una squadra di calcio a 5″. Quel signore era una delle colonne del futsal sardo, lo storico mister Gianfranco Puddu (nella foto a destra), capace – chi meglio di lui? – di trasmetterle l’amore per il pallone numero quattro.  Un amore, sottolinea, a prima vista. Un amore che si è tramutato nel primo provino: “Ero emozionata e avevo paura di fare brutta figura. Era la prima volta che giocavo seriamente. Marcello mi ha detto ‘tu sei un pivot’. Io non avevo idea neanche di cosa volesse dire. Alla fine dell’allenamento ero felice, soddisfatta, mai avrei pensato poi di proseguire e trovarmi qui, dopo sette anni, ancora a rincorrere il pallone!”

– Roberta, come ti racconti come giocatrice?

Un mio pregio è sicuramente giocare per la squadra e avere il fiuto del gol. Mi piace sia proteggere palla per far salire le mie compagne sia chiudere l’azione, possibilmente in rete, al secondo palo.

Un difetto è sicuramente proprio la fame di gol, quando non arriva la marcatura mi intestardisco e delle volte perdo anche l’entusiasmo e la concentrazione per una giusta prestazione. Credo sia un difetto di tanti pivot e di chi gioca in attacco. E’ un ruolo difficile, più di quanto si pensi. Il pivot è anche il primo giocatore a difendere e anche in quella situazione bisogna essere aggressivi per dare ritmo e tempi alla squadra.

-Janas e Mediterranea, due belle esperienze, come le hai vissute e le vivi?

Gli anni di Janas sono stati indimenticabili, bei campionati e tante cose da imparare. Non posso dimenticare mai e poi mai la prima prima squadra. Ora sono alla Med, questa società è entrata nel mio cuore. Sono arrivata con qualche anno di esperienza sulle gambe e mi piace l’idea che abbiamo sempre cercato di posizionarci nella zona alta della classifica del femminile. Ho conosciuto persone fantastiche anche qui, mi han dato fiducia, mi hanno reso una giocatrice migliore.

– Ci sono persone a cui sei legata in questa tua vita futsaliana?

Ci sono almeno tre persone a cui mi sono legata specialmente, due giocano ancora con me e sono Federica Muscas e Maria Serrau. Con loro è nato un rapporto di fiducia sia fuori che dentro il campo. Sicuramente non posso dimenticare Francesca Murgia, con lei sono cresciuta e siamo riuscite ad avere molta sintonia in campo, abbiamo vissuto anche l’esperienza della Rappresentativa assieme e siamo grandi amiche fuori dal campo

– Il campo, quel luogo un po’ strano dove passano ricordi, amarezze e soddisfazioni.

Non ho una partita indimenticabile però una da ricordare è stata ai play off contro l’Andreana. Eravamo pari, la gara era tiratissima, c’era tanta stanchezza e paura in campo e proprio all’ultimo minuto c’è stato un calcio d’angolo per noi. Un tiro teso e forte verso il secondo palo e io là, in quel momento, pronta a prendere quella palla per metterla dentro… e così è stato! La cosa più bella è stata proprio vedere tutta la squadra abbracciarmi fino a farmi cadere in terra! Avevamo vinto la partita! Avevo segnato un gol importante.

Una sconfitta amara è sicuramente l’anno scorso ai play off contro l’Usssana, quando abbiamo chiuso un anno che poteva finire meglio perchè eravamo cresciute davvero tanto. Però, forse, quell’episodio voleva dire che non era ancora il nostro momento.

– Cosa ti piace del futsal e in particolare in quello femminile?

Difficile rispondere perchè spesso diverse persone non danno lo stesso peso di un campionato femminile rispetto a quello maschile. Ormai il calcio a 5 in Sardegna sta crescendo grazie a tutti i mister e le società che ci permettono di giocare e che si informano e crescono per farci conoscere sempre di più questo sport.

– Parliamo come sempre di sogni. Per Roberta cosa c’è nel cassetto?

Un sogno sarebbe quello di vincere il campionato con la mia attuale squadra. Sarebbe una grande soddisfazione sia per la squadra che personale. Mi piace sempre allenarmi pensando a degli obiettivi e prendere le cose seriamente perchè è solo così che si cresce a fare qualcosa. Spero si possa realizzare questo “piccolo” grande sogno.

-Prima di ogni gara, rituale?

Non ho un rituale in particolare, mi capita di darmi forza pensando a una persona speciale della mia vita che riesce spesso a darmi calma, concentrazione e voglia di non mollare. Le mie vittorie e le mie energie sono dedicate soprattutto a lui!

– Chiudi gli occhi e immaginati tra cinque anni

Non so come sarò tra cinque anni. Spero di essere realizzata anche e soprattutto nella vita, viste le difficoltà che abbiamo di questi tempi, e di avere sempre un po’ di tempo per dare due calci al pallone perchè rimarrà per sempre uno di quei bei vizi che non fanno male.

Un vizio, cominciato per caso, che, come nelle migliori storie di sport, le ha regalato tante soddisfazioni e dimostra come il futsal può essere più bello, anche in rosa!

(si ringrazia per la foto Juna Manca)

 

Condividi questa news

Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin
Share on whatsapp
Share on email

ASSICURAZIONI

VADEMECUM PER GLI INFORTUNI SPORTIVI

NORME E REGOLAMENTI

MISSION E GOVERNANCE DELLA LND

MODULISTICA

LA SEZIONE CON TUTTI I MODULI SCARICABILI

Questo sito web utilizza i cookie.

Utilizziamo i cookie all'unico scopo di di monitorare la quantità di visite al sito in forma anonima e per migliorare l'esperienza utente.