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FIGC-LND Comitato Regionale Sardegna (1°piano)
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IL PUNTO CON IL RESPONSABILE REGIONALE ALBERTO CARTA PDF  | Stampa |  E-mail
Scritto da Nicola Montisci   
Domenica 14 Marzo 2010 18:42

Fasi finali in arrivo, rappresentativa, progetti e nuovi referenti territoriali nell'intervista. E un appello finale: "Più rispetto tra le parti"

Intervistiamo, come tradizione periodica, il responsabile della Delegazione regionale calcio a 5 Alberto Carta, per un punto sulla situazione dei campionati regionali in vista delle fasi finali. 

I campionati regionali vanno verso la conclusione delle regular season, possiamo fare un bilancio provvisorio?

Il bilancio è positivo. Abbiamo fatto una scelta forte all’inizio dell’anno con l’azzeramento della D, inutile se organizzata al Sud, nella speranza di ripartire con un nuovo slancio e con la convinzione comunque di aver abbattuto i costi alle società. L’auspicio è che i nuovi collaboratori territoriali, recentemente nominati e approvati dal Consiglio direttivo  (mancano quelli della Gallura e dell’Ogliastra, n.d.r.), si diano da fare per colmare il gap della serie D al centro-nord  ed eventualmente creare nuova attività giovanile nel sassarese, nuorese e gallurese. Qualche critica c’è, è ovvio: si parla tanto di abbassamento della qualità dei campionati, ne sono consapevole, ma questa è la realtà dei fatti.

Parliamo di date: playoff e playout, possiamo anticipare già qualcosa?

Tutte le fasi finali rispetteranno i giorni di gara utilizzati durante l'anno dai rispettivi tornei. Si partirà dopo la fine dei campionati, con una pausa nella settimana di Pasqua, eccezion fatta per juniores e femminile che faranno i playoff dopo Pasqua. Lunedì 15 marzo alle 18 ci sarà il sorteggio per assegnare le partite in casa degli scontri tra le prime quattro classificate dei gironi di C2. 

Per la rappresentativa, impegnata al Torneo delle Regioni, i campionati si fermeranno. La giornata di Serie C1 con delibera all’unanimità del Consiglio direttivo è stata anticipata a giovedì 25 marzo alle ore 20.30. E’ giusto che tutte le società, soprattutto quelle che dànno alla rappresentativa i loro giocatori, che peraltro rischiano per l’attività federale anche di incorrere in infortuni, siano tutelate e  possano giocarsi alla pari le gare con tutte le altre squadre.  

Un appunto finale: il livello è leggermente inferiore all’anno scorso, si sa, ma la stagione è avvincente. Tutte le società sono impegnate in qualcosa, a parte il Tempio: promozione diretta, playoff, playout, retrocessione.  

La Delegazione non si è fermata un attimo: riorganizzazione campionati, sito internet, incontri nel territorio, final four, reperibilità, corso allenatori e tanto altro ancora. Lo hai accennato tu precedentemente, ora c’è l’avventura delle rappresentative. Con quali obiettivi? 

Abbiamo lavorato tutto l’anno, estate compresa. Posso garantire che il lavoro è davvero tanto e senza tregua, e vede impegnati tutti noi su più fronti, anche nella soluzione dei problemi contingenti della settimana, come le variazioni dei campi, per farvi l'esempio più classico. Ora c'è anche la possibilità di organizzare un altro corso allenatori, stiamo ricevendo le ultime adesioni e vedremo se verrà raggiunta la quota minima per richiederlo. Ciò ci permetterà di restringere ulteriormente il discorso deroghe, già totalmente eliminate in C1 e oramai in via di eliminazione anche in C2, tranne per qualche rara eccezione legata alla territorialità. Credo che tutti si siano accorti del nostro sforzo, in primis per essere sempre reperibili e dare delle risposte. 

Il 26 marzo la rappresentativa maschile andrà in Umbria per il Torneo delle Regioni, spero insieme a quella femminile impegnata il 21 marzo a Trento nel ritorno dello spareggio qualificazione.Abbiamo molta fiducia nei nostri ragazzi, nelle ragazze e nei tecnici. A sentire il tecnico Davide Mura, con la maschile abbiamo più esperienza e qualità rispetto al 2009. Le ragazze sono per me una bellissima sorpresa, speriamo di passare il turno preliminare, se lo meritano davvero, grazie anche al lavoro di mister Moi.

E’ recente la formalizzazione dei nuovi referenti provinciali, che compito avranno?

I nuovi collaboratori dovranno fare ciò che cerco di fare io a livello regionale. Occuparsi delle società del territorio, quelle esistenti, cercando di ascoltarle, di far capire che la loro esistenza è legata al settore giovanile e attivare forme di collaborazione con l’AIA locale, organizzare tornei FIGC nel territorio. Dovrà anche cercare nuove affiliazioni attraverso proposte agli amministratori locali, alle scuole, eventualmente stipulare accordi con gli organizzatori dei tornei di circoli non affiliati alla FIGC. Se penso ad Olbia, non credo che da quelle parti non si pratichi il calcio a 5. Bisogna intervenire sugli enti non affiliati FIGC e trovare un accordo per catalizzare nuovi iscritti e società. 

Saranno i promotori del nostro sport nel territorio, magari anche recuperando e proponendo il calcio a 5 a quelle società di calcio a 11 che non riuscissero ad iscriversi per problemi di organico o di risorse, vedi il caso dell’Anela. Chiarisco che questa strategia non è un tentativo di rubare adepti al calcio a 11, quanto un modo per dare continuità all’attività sportiva – e quindi anche sociale e aggregativa - attraverso il futsal che ha dei costi e degli impegni inferiori.

Tormentone vecchio e nuovo: serie C1 allargata o con lo stesso numero di squadre?

Io sono disponibile ma, come ribadito più volte, ci dovrà essere una spinta fortissima dal basso. La C1 è l’elite, ci devono entrare le migliori, e il livello deve essere alto. Le sarde di B fanno fatica perché forse la nostra C1 non è abbastanza all’altezza rispetto alle altre regioni. Questa può essere una motivazione, anche se non  l’unica. Quindi allagarla significa abbassare ulteriormente il livello a meno che, ripeto,  non sia dettata da una forte necessità, come l’esplosione del movimento del futsal sardo. Sono comunque disposto a parlarne con le società se dovesse riemergere un’idea simile…

Quali sono le prospettive per la prossima stagione? 

La parola è una sola: crescere: come movimento, visibilità con le amministrazioni e la stampa e migliorare ancor di più il rapporto società-AIA-Delegazione. Abbiamo lavorato tanto sia io che Castiglione (il designatore regionale degli arbitri, n.d.r.) in questa direzione. Spero vivamente che le società si attivino con i settori giovanili senza aspettare che la Delegazione metta obblighi e sanzioni. Deve essere una cosa naturale e spontanea capire che i settori giovanili garantiscono la sopravvivenza. 

Mi aspetto tanto dai collaboratori territoriali poc’anzi nominati, sono loro la chiave di volta per la crescita del movimento lontano da Cagliari, dove il calcio a 5 si regge da solo.  

Come sono stati i rapporti con la Divisione nazionale calcio a 5 e la Delegazione provinciale?

Buoni, sia con il nazionale che il provinciale. Purtroppo con la Divisione Nazionale ci si vede poco, due o tre volte l’anno. E’ importante in quelle occasioni cercare di far sentire le ragioni della Sardegna, ad esempio negli abbinamenti delle fasi nazionali. Spero di far valere sempre di più le nostre ragioni con l’appoggio del consigliere sardo Fabrizio Righetto che ha dimostrato di essere un ottimo referente per l’isola. 

Con la Delegazione provinciale buoni rapporti con Caschili, responsabile della Delegazione provinciale Figc, amante del calcio a 5, che si occupa dei campionati allievi e giovanissimi che quest’anno hanno avuto una grossissima partecipazione di squadre. Spero il prossimo anno di potergli “ridare” la serie D, auspicando che non sia cagliari-centrica. Con le altre Delegazioni c’è dialogo, ma un limite che per ora è stato non indifferente: non si parla minimamente di calcio a 5. Spero che i nuovi collaboratori possano, da questo punto di vista, darci ciò che non abbiamo avuto per anni e anni.  

Qual è l'appello del responsabile regionale del futsal per il fine stagione? 

Quello di vedere, al di là dei torti e delle ragioni, correttezza e onestà e rispetto delle persone che fanno parte del movimento. Capisco le difficoltà finanziarie, le lamentele verso Aia e Delegazione, le lacune della stessa Delegazione, gli errori e certi comportamenti arbitrali ma anche – non dimentichiamolo - i comportamenti di dirigenti, allenatori e giocatori verso i fischietti e altri tesserati, così come leggiamo nei comunicati. Non dimentichiamoci che è pur sempre un gioco e come tale deve restare.

UFFICIO STAMPA FIGC C.R. DELEGAZIONE CALCIO A 5 SARDEGNA

Ultimo aggiornamento Lunedì 15 Marzo 2010 06:52
 
LND Sardegna - Delegazione Calcio a 5